giovedì 9 aprile 2009

L'importanza di una Associazione Liberal Pd locale



Per non fare confusione non chiamiamoli circoli, ma associazioni locali, cui dare una forma statuaria il più possibile omogenea, cominciando dal livello regionale per poi scendere a livelli diversi (cittadino, provinciale), ove ci fosse la potenzialità organizzativa.
E’ importante mantenere una certa omogeneità e che da Roma si garantisca un supporto nel mettere velocemente in rete indirizzi, siti, blog , gruppi ed eventi su face-book che si riferiscono a LiberalPD.
Mi sembra assolutamente ideale tenere distinti i due livelli, cioè quello della partecipazione diretta al partito (tesseramento) rispetto all’adesione all’associazione, anche perché nella discussione di oggi, il brillante intervento del candidato Sindaco di Forlì ha spiegato come è più facile promuovere le nostre idee nel PD dall’esterno, piuttosto che dall’interno.
I partiti laici e d’opinione da cui proveniamo si distinguevano per un personale politico e per un elettorato in generale poco attento nei confronti delle tematiche strettamente locali.
Pertanto il sistema dei circoli territoriali (spesso alla scala dei quartieri di una città), su cui si è organizzato il PD, risulta poco congeniale per attrarre i nostri simpatizzanti.
Le persone vicine alla nostra area non concepiscono la politica come un impegno limitato al quadro locale, specie se di dimensioni minori, hanno una attitudine diversa, sono portate ad affrontare temi più generali, scelgono sul merito delle cose , più che sulle ideologie, hanno una spiccata attitudine individualista e quindi per tutte queste ragioni non sono facilmente fidelizzabili verso un’ organizzazione di tipo comunitario, così com’è oggi quella del PD.
Spesso esprimono anche una mobilità e un’ apertura professionale, che li vede protagonisti su più fronti in luoghi diversi, quindi è assolutamente appropriato il modello suggerito dagli amici dell’Umbria, che mi pare è uno dei pochi modi, con cui noi possiamo tentare anche un tesseramento all’interno del partito, con qualche risultato utile.
Resta altresì importante non stabilire alcun automatismo tra l’adesione a LiberalPD e quella al Partito in quanto la gran parte dei nostri amici e potenziali simpatizzanti si trovano in quell’area centrale di confine, tra centrosinistra e centrodestra, che non ha stabilmente deciso dove collocarsi e ancora non riconosce nel PD un vero partito riformatore.
Per questo è necessario mantenersi il più possibile autonomi e rafforzarci, acquisendo quel minimo di autorevolezza, consistenza e visibilità, senza le quali il PD non ci prenderà mai in seria considerazione.
Se esaminiamo la nostra presenza in Parlamento e negli organismi direttivi del PD, locali e nazionali, non possiamo dire che ci siano state spalancate le porte, d’altra parte non se ne vedrebbe il perché, dal momento che in politica la generosità non esiste.
LiberalPD deve qualificarsi per la sua capacità di produrre idee, sfide, contaminazioni all’interno e verso l’esterno, stabilendo contatti collaborazioni e relazioni con le personalità riformiste, oggi un po’ isolate all’interno del partito, e con i centri , gli istituti culturali di area liberaldemocratica e liberalsocialista, spingendosi fino al Partito Radicale, del quale spesso condividiamo molte posizioni.
Solo la forza delle idee, il coraggio delle posizioni più scomode e visionarie possono supportare efficacemente le nostre debolezze organizzative, sapendo sin dall’inizio che quell’idea di Partito Democratico, che avevamo tutti in mente, resta un obiettivo difficile, in nome del quale possiamo accettare delle sconfitte in vista di successi futuri, ma non transigere sui principi.

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