16 maggio 2009
Leggo che il consigliere regionale Daniele Belotti, non solo osteggia il trasferimento del Centro Culturale Islamico nelle aree attigue l’ex centro servizi del Ministero delle Finanze, dove secondo il PGT di Bergamo potrebbe trovare collocazione senza creare alcun disturbo e liberando gli attuali angusti spazi di via Cenesio, ma che addirittura si ripromette di replicare, con la consueta volgarità, quel disgustoso rito neo-pagano, che consiste in una sorta di profanazione del suolo, utilizzando un maiale.
A parte l’offesa nei confronti di una specie, che certamente ha comportamenti meno egoisti degli umani, di per sé condannabile, resta il fatto che un atteggiamento così xenofobo la dice lunga sui rischi di imbarbarimento che sta correndo la nostra città.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa sull’argomento il candidato Sindaco del centrodestra, anche in ordine al tema più generale della società multietnica, che è stato oggetto di polemiche giornalistiche nazionali e locali nell’ultima settimana.
La società bergamasca è già multietnica e ciò che oggi va evitato da un lato è la chiusura in se stessi, che produce marginalizzazione e declino, e dall’altro una certa idea di società multiculturale costituita da etnie separate e chiuse, ciascuna con proprie regole civili, differenti od opposte a quelle su cui si basa la nostra democrazia. Come dice il premio Nobel Amartya Sen, l’identità può produrre violenza.
Valter Grossi
Assessore del Comune di Bergamo
lunedì 18 maggio 2009
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